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08 Aprile 2019

Discutere dei fabbisogni, il comparto rischia di andare in emergenza per Quota 100

Discutere dei fabbisogni, il comparto rischia di andare in emergenza per Quota 100
Sono molti gli operatori in Trentino che nel triennio 2019/2021 potrebbero usufruire di Quota 100 e uscire così dal mondo del lavoro. Se si considera che una quota importante dei 7 mila operatori sta andando in pensione, il rischio è quello dell'emergenza

"E’ necessario che la Giunta convochi un tavolo con le parti sindacali per discutere in modo approfondito sui fabbisogni del comparto sanità", dice Giuseppe Pallanch , segretario della Cisl Fp, che aggiungono: "Si deve sbloccare nel complesso la situazione del settore e chiediamo un confronto in Apran per chiudere il contratto e avviare al contempo la trattativa con  risorse certe e aggiuntive".

Sono molti gli operatori in Trentino che nel triennio 2019/2021 potrebbero usufruire di Quota 100  e uscire così dal mondo del lavoro. Se si considera che una quota importante dei 7 mila operatori sta andando in pensione , il rischio è quello dell'emergenza. Ma il piano dei pensionamenti rischia di mettere in difficoltà l'intero settore della sanità. "E' evidente - prosegue la Cisl Fp - che Quota 100 in aggiunta ai normali pensionamenti creeranno grosse difficoltà in generale, senza garantire un adeguato ricambio generazionale". 

Le stime dei sindacato indicano che nel prossimo triennio si potrebbe assistere alla riduzione del 12% del personale nella pubblica amministrazione . Le parti sindacali  chiedono un confronto in quanto si ipotizzano almeno 4 mila uscite. "Siamo estremamente preoccupati e serve un piano straordinario delle assunzioni - aggiunge la Cisl Fp - per non compromettere i livelli raggiunti nel tempo. Si deve nel capitale umano e nel mentoring . Prevediamo l'uscita di personale sanitario e non, esperto e formato, non si può pretendere che i giovani siano in grado di subentrare con le stesse competenze, senza adeguata formazione e affiancamento".

La Cisl Fp chiede un confronto alla Provincia per affrontare le criticità e prevedere un'agenda di azioni. "Serve un piano - spiega Pallanch - per tutti i profili professionali. Si deve valorizzare il personale e aiutare i giovani a crescere e inserirsi sul mercato del lavoro . La base di partenza in sanità è quella di chiudere la trattativa del contratto 2016/18 per mettere un punto fermo e premiare tutti lavoratori sanitari e non. Non è pensabile, come vuole qualche forza sindacale spaccare i lavoratori in un settore così delicato. Solo dopo si possono valutare altre azioni e interventi".

La preoccupazione è quella di non farsi trovare pronti . "Si deve ragionare per ripartire e non farsi investire dagli eventi. Ci sono anche servizi - continua la Cisl Fp - molto delicati che richiedono un'attenta pianificazione. Si deve avviare un dialogo per valorizzare tutte le professioni ".

"Il blocco delle assunzioni - conclude Pallanch - attanaglia da anni i diversi settori trentini. Il personale è ai minimi termini e questo mette in difficoltà in alcuni casi l’erogazione dei servizi . E' fondamentale un tavolo negoziale per valutare i fabbisogni della sanità".